Linee Guida per l'applicazione del Decreto Legislativo, n. 626/94
Versione definitiva approvata il 22/4/1996 dalle Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano e dagli Istituti centrali.
A cura del Coordinamento delle Regioni e delle Province autonome con la collaborazione dell'ISPESL e dell'Istituto Superiore di Sanità.
Versione definitiva approvata il 22/4/1996 dalle Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano e dagli Istituti centrali.

 


 

 


Nota: i documenti da 1 a 16 sono presenti nella versione aggiornata al 15 aprile 1998

 

Le presenti linee guida costituiscono la prosecuzione del lavoro e degli impegni assunti dalle Regioni con il documento adottato dalla Conferenza dei Presidenti e delle Province autonome nel febbraio scorso contenente "Prime linee di indirizzo per l'attuazione del decreto legislativo n. 626/94 di recepimento delle direttive CEE per il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro".
Tale documento, nato dall'esigenza di offrire un primo ed immediato contributo interpretativo e di indirizzo sulla nuova normativa, rinviava a successive fasi di approfondimento e di intervento la definizione di linee guida che affrontassero in modo più completo i vari aspetti organizzativi, procedurali e tecnici connessi all'attuazione della legge.
Il documento rappresentava anche un primo momento di comune orientamento tra le Regioni, consapevoli dell'importante ruolo loro attribuito dalla legge come punti di coordinamento, sintesi e stimolo delle attività di prevenzione e vigilanza.
Seguendo con costante impegno questa linea di condotta, dal dicembre 1994 al luglio 1995 si ? svolta un'intensa attività che ha coinvolto un numero molto rilevante di qualificati collaboratori di numerose regioni italiane.
Il periodo dal luglio all'ottobre 1995 è stato utilizzato in particolare per una ampia ed articolata discussione del testo prodotto, così da arrivare ad un risultato finale il più possibile condiviso e definito, che possa essere un forte punto di riferimento e di omogeneizzazione per l'applicazione del D.Lgs 626/94.
Il tutto è stato poi rivisto e, ove necessario, modificato ed integrato alla luce del decreto del 18 marzo 1996. In tutto il testo quando si parla di D.Lgs 626/94 si intende sempre il D.Lgs 626/94 integrato e modificato con il D.Lgs 242/96.
*****
Pmportantissime funzioni di vigilanza e controllo, ma che sappia anche entrare nel campo della corretta informazione e dell'assistenza ai destinatari della legge per la sua più efficace e corretta applicazione.
E' questo che vorremmo fosse pienamente compreso da chi utilizzerà questo materiale.
In questa logica di servizio il volume a stampa non ha copyright: la sua riproduzione non solo non è vietata, ma anzi è auspicata e incoraggiata, affinchè questo materiale abbia la circolazione e la diffusione più ampia e capillare. E' questa volontà di mettere a disposizione di tutti, senza oneri, il faticoso ma qualificato prodotto dell'intelligenza e dell'esperienza di decine e decine di professionisti del settore, che ci sembra un importante segnale nei confronti del mondo imprenditoriale e sindacale, e che ci pone in perfetta sintonia con lo spirito del D.Lgs 626/94; un provvedimento che si fonda sul concetto che la prevenzione (e quindi la promozioneensiamo di non sbagliare dicendo che è la prima volta che molte componenti della pubblica amministrazione, a diverso titolo coinvolte o interessate in ordine all'applicazione di una legge, propongono ai distinti destinatari della legge stessa delle "linee guida" tecniche concordate e costruite attraverso una capillare elaborazione e consultazione degli operatori e degli esperti del settore, nonchè delle parti sociali interessate.
Infatti le linee guida nascono, come già detto, dal lavoro approfondito di decine di operatori di diverse regioni italiane e sono passate al vaglio di associazioni datoriali e sindacali, nonchè di associazioni scientifiche e culturali, che ne hanno consentito un arricchimento.
Infine le linee guida sono state oggetto di una verifica finale con il Ministero del Lavoro e con Enti centrali competenti, quali l'ISPESL, l'ISS, l'INAIL, il CNR, che hanno contribuito ad una ulteriore rifinitura e perfezionamento del materiale.
In particolare, ISPESL e ISS (Istituto Superiore di Sanità) hanno ritenuto utile e opportuno che le linee guida fossero pubblicate con una forma tale da testimoniare il loro assenso generale e la loro collaborazione all'opera.
Si tratta, quindi, di un imponente sforzo collettivo, teso a produrre un utile materiale di riferimento valido per l'intero territorio nazionale.

Non a caso abbiamo connotato queste "linee guida" col termine di "materiale di riferimento". Infatti, predisponendo il testo, non si è voluto nè costruire nuovi obblighi o vincoli per chi deve applicare la legge, nè tantomeno definire l'unica e univoca soluzione da dare ai problemi inerenti l'applicazione del D.Lgs 626/94.

Si è voluto, molto più semplicemente, partendo da una forte esigenza di omogeneizzazione sentita da tutte le Regioni, porre a disposizione di chi opera nel settore (sia esso datore di lavoro, dirigente, preposto, medico competente, responsabile o addetto del servizio di prevenzione e protezione aziendale, consulente, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, operatore dei servizi di vigilanza delle USL, ispettorati del lavoro, etc.) uno strumento agevole di consultazione e di indirizzo che fornisca spunti, applicabili in concreto, per gestire al meglio i complessi adempimenti che il D.Lgs 626/94 impone.
Scorrendo queste pagine si potranno trovare indicazioni operative, criteri di riferimento, metodologie, strumenti informativi, modulistica, allegati tecnici, che aiuteranno ad applicare il 626/94. Questi sussidi potranno essere poi utilizzati o meno, applicati tal quali o modificati in modo da renderli flessibili alle diverse esigenze: infatti, come già detto, non intendiamo creare nuovi vincoli, bens" offrire nuove opportunità. In tal senso - tra l'altro - a queste prime linee guida di ordine generale, altre dovranno seguire per l'approfondimento di problemi e comparti o settori specifici.

Quello che ci premeva valorizzare era lo sforzo congiunto di mettere a disposizione un materiale coordinato e omogeneo, che faccia emergere il ruolo della pubblica amministrazione (in particolare delle Regioni e delle Aziende USL) che non si limiti a voler eseguire le sue legittime e i e la tutela della salute dei lavoratori) non può essere un atto episodico o un mero adempimento a vincoli normativi, ma un processo dinamico e partecipativo che risulta efficace solo se tutte le componenti interessate collaborano e si mettono "in rete".

Gli editori




GUIDA ALLA LETTURA E ALLA CONSULTAZIONE

Queste linee guida sono articolate su 16 monografie (che risentono ovviamente di stili di scrittura e di impostazioni non sempre omogenee) che affrontano quelli che, a nostro avviso, sono i punti più critici per la corretta ed efficace applicazione del D.Lgs 626/94.
Ovviamente, seguendo questo criterio informatore, alcune monografie coincidono con specifici titoli del D.Lgs 626/94, mentre alcune problematiche presenti nel decreto sono articolate e distribuite in diverse monografie o, pur essendo specificamente approfondite in una monografia, si ritrovano "trasversalmente" anche in altre (ad es. la valutazione dei rischi, l'informazione e la formazione, la sorveglianza sanitaria, etc.).
Con questa premessa ciascuno può utilizzare le linee guida in un percorso che gli consenta di usare al meglio il materiale proposto.
Infatti:

· chi desidera affrontare globalmente tutte le problematiche del 626 può leggere con sistematicità il testo, che presenta gli argomenti in sequenza logica, seguendo l'impianto della legge;
· chi desidera approfondire una tematica specifica che coincide con una monografia può fare riferimento alla monografia stessa, tenendo conto che nelle ultime pagine delle monografie sono indicati i rimandi alle altre monografie in cui il problema è affrontato;
· chi desidera approfondire un singolo dettaglio o problema molto particolare può fare riferimento all'indice analitico che è costruito sulla base dell'articolato del 626. Da tale indice analitico, individuando il numero dell'articolo (in cifre arabe) o dell'allegato (in cifre romane) interessato, può risalire alla monografia (o alle monografie), in quanto in calce all'indice analitico per termini è riportato l'elenco delle monografie con indicati i più significativi articoli o allegati cui fanno riferimento, e quindi l'elenco degli articoli con indicate le monografie in cui sono trattati.

INTRODUZIONE


INDICE


PARTE PRIMA

"Le nuove regole della prevenzione"


Documento n. 1 La valutazione per il controllo dei rischi
1. Orientamenti generali
2. Definizioni e procedure per l'esecuzione della valutazione in linea con gli orientamenti CEE
Allegato 1. Esempi di situazioni e di attività lavorative che richiedono una valutazione dei rischi
Allegato 2. Elenco delle principali norme e standards in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro


Documento n. 2 Informazione, consultazione e partecipazione dei lavoratori
Guida all'uso
Parte I Tabelle analitiche degli obblighi informativi, titolo per titolo, articolo per articolo
Parte II Indicazioni operative per l'applicazione dei principali obblighi informativi suddivise per soggetti
Nota conclusiva


Documento n. 3 La formazione dei soggetti della prevenzione secondo il D.Lgs 626/94. Criteri e orientamenti
Parte I 1. La progettazione della formazione degli adulti. Richiami generali.
2. Ruolo della Regione e compiti dei Servizi di prevenzione pubblici nell'ambito della progettazione e dell'attuazione di iniziative formative
Parte II La formazione dei soggetti della prevenzione
Allegato 1. Proposta di corso per rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS)
Allegato 2. Proposta di corsi per Tecnico del SPP aziendale


Documento n. 4 Prevenzione incendi, evacuazioni dei lavoratori, pronto soccorso
Requisiti del "Piano di emergenza"
Introduzione
1. Il piano di emergenza (PE) legato ai rischi propri dell'attività
2. Grado di complessità dei PE
3. Bibliografia
Requisiti del "Pronto soccorso"
1. Introduzione
2. Individuazione e formazione dei soccorritori
3. Attrezzature di pronto soccorso
4. Rapporti con le strutture pubbliche di pronto soccorso


Documento n. 5 Rispetto dei principi ergonomici (art. 3, comma 1, lett. f) D.Lgs 626/94)
Introduzione
Contenuto della norma
Problemi applicativi
Linee guida applicative


Documento n. 6 Contratto di appalto o contratto d'opera
Introduzione
1. Requisiti tecnico-professionali dell'appaltatore
2. Informazioni da fornire alla ditta appaltatrice
3. Contratti d'appalto e d'opera
4. Cooperazione e coordinamento tra datori di lavoro
5. Coordinamento svolto dal committente
6. Verifica dell'organo di vigilanza
Bibliografia
Allegato 1. Esempio delle informazioni sui requisiti tecnico-professionali che le aziende appaltatrici possono fornire ai committenti
Allegato 2. Esempio di elenco non esaustivo delle informazioni che la ditta committente deve fornire alla ditta appaltatrice in merito ai rischi specifici presenti nell'ambiente di lavoro


Documento n. 7 Applicazione del D.Lgs 626/94 nella Pubblica Amministrazione. Orientamenti interpretativi ed ipotesi applicative
1. Premessa
2. Datore di lavoro, dirigente, preposto
3. Il Servizio di prevenzione e protezione
4. Valutazione dei rischi
5. Medico Competente
6. Appalti


PARTE SECONDA

"I soggetti aziendali della prevenzione"


Documento n. 8 Servizio di prevenzione e protezione
1. Campo di applicazione
2. Scopi ed obiettivi del Servizio di prevenzione e protezione
3. Funzioni ed attività
4. Risorse umane: competenze e capacità necessarie
5. Struttura e dimensione del Servizio di prevenzione e protezione
6. Modelli del Servizio di prevenzione e protezione
7. Supporti al Servizio di prevenzione e protezione
8. Conclusioni e raccomandazioni
Allegato 1. Ipotesi di modulistica per gli adempimenti procedurali previsti dal D.Lgs 626/94 in ordine al Servizio di prevenzione e protezione
Allegato 2. Indicatori, criteri e standards per la valutazione dei SPP
Allegato 3. Le procedure di sicurezza: definizioni e fac-simile di strumento informativo per la loro gestione
Allegato 4. Ipotesi di soluzioni organizzative per l'applicazione del D.Lgs 626/94 nelle Aziende USL e Ospedaliere


Documento n. 9 Definizione, ruolo e funzioni del medico competente



PARTE TERZA

"L'ambiente di lavoro e le sue caratteristiche generali"

Documento n.10 Luoghi di lavoro



PARTE QUARTA

"Gli aspetti più innovativi del D.Lgs 626/94 per quanto attiene all'organizzazione del lavoro"


Documento n. 11 Uso delle attrezzature di lavoro
Premessa
La definizione - art. 34
Obblighi del datore di lavoro - art. 35
Attrezzature di lavoro - art. 36
Informazione, formazione ed addestramento - artt. 37 e 38


Documento n. 12 Uso dei dispositivi di protezione individuale
Premessa
Valutazione dei rischi con riferimento ai DPI
Criteri di scelta e caratteristiche da individuare per i DPI
Utilizzazione dei DPI
Informazione - Formazione - Addestramento
Gestione dei DPI
Prime indicazioni per l'organo di vigilanza
Norme armonizzate
Bibliografia essenziale
Allegato 1


Documento n. 13 Uso di attrezzature munite di videoterminali
1. Premessa
2. Indirizzi per l'applicazione del Titolo VI
3. Valutazione delle condizioni di lavoro e di rischio
4. Orientamenti per l'analisi fotometrica del posto di lavoro
5. Orientamento per la sorveglianza sanitaria
Allegato 1. Riferimenti normativi
Allegato 2. Bibliografia



Documento n. 14 La movimentazione manuale dei carichi
1. Introduzione
2. Precedenti normativi
3. Il Titolo V del D.Lgs 626/94
4. Procedure, modelli e criteri di valutazione del rischio connesso alla movimentazione manuale
5. Considerazioni di sintesi sulla valutazione delle azioni di movimentazione



PARTE QUINTA

"Le due nuove tipologie di rischio previste dal D.Lgs 626/94"


Documento n. 15 Protezione da agenti cancerogeni
1. Ambito di applicazione del Titolo VII del D.Lgs 626/94
2. Rischi chimici di cancerogenicità nell'ambiente di lavoro diversi dall'ambito di applicazione del Titolo VII del D.Lgs 626/94 e/o per i quali esiste una legislazione ad hoc
3. Censimento delle esposizioni a cancerogeni
4. Valutazione delle esposizioni/rischio
5. Identificazione di soggetti ipersuscettibili
6. Sorveglianza sanitaria
7. Registri
Allegato 1. Sostanze classificate R45 o R49 fino al 21¡ adeguamento CEE (documento CSPO, fino al numero 777)
Allegato 2. Sostanze e processi produttivi valutati 1 o 2 da CCTN e non compresi nell'elenco precedente
Allegato 3. Matrici sostanza/esposizione
Allegato 4. Sostanze classificate R40 da CEE (come I dal numero 778 alla fine)
Allegato 5. Sostanze IARC 1 e 2A non menzionate in alcuno dei precedenti allegati
Allegato 6. Processi produttivi IARC 1 e 2A non menzionati in alcuno dei precedenti allegati
Allegato 7. Metodi analitici
Appendice A Modalità e criteri di integrazione della valutazione dell'esposizione in presenza di agenti cancerogeni
Appendice B Elementi con cui integrare il documento di valutazione del rischio di cui all'art. 4 a seguito della valutazione ex-art. 63, comma 4


Documento n. 16 Protezione da agenti biologici
1. Aspetti interpretativi del Titolo VIII del D.Lgs 626/94
2. Definizione di biotecnologie
3. Elenco di attività comportanti rischio di esposizione ad agenti biologici
4. Definizione di pericolo biologico
5. Indicazioni operative
Orientamenti per la valutazione del rischio
Metodi per la stima del rischio
Indicazioni per la sorveglianza sanitaria
Allegato 1. misure di microrganismi aerodispersi
Allegato 2. misure della contaminazione biologica di superficie

 

INDICE ANALITICO